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Tecnologia. Verniciature di sovrastampa UV e ad acqua
Le verniciature di sovrastampa UV, hanno un processo di produzione molto simile alle serigrafie UV (vedi precedente articolo) ma sono eseguite su tutto il supporto cartaceo e conferiscono un effetto protettivo e visivo simile alle plastificazioni lucide. Al tatto risultano lisce ed i colori molto brillanti come le plastificazioni lucide, ma non hanno alcuna resistenza allo strappo. A prima vista ingannano anche un occhio esperto, ma basta fare la prova dello strappo per capire di che tipo di lavorazione si tratta. Questo tipo di applicazione è più economico rispetto la plastificazione, perciò è molto utilizzato per nelle copertine delle riviste che troviamo in edicola o nelle freepress.
Infine, la verniciatura di sovrastampa ad acqua. Si tratta di una verniciatura che viene applicata direttamente in fase di stampa su tutto o in parte il foglio di carta. Questa applicazione non solo ha una funzione protettiva per il post-stampa ( permette immediate lavorazioni successive dopo la stampa che, altrimenti, non sarebbero possibili a causa degli inchiostri ancora freschi che nelle successive lavorazioni, pregiudicherebbero la qualità del lavoro), ma anche estetica, in quanto può esser leggermente lucida, opaca o anche perlata (di recente introduzione sul mercato). Questa applicazione è attualmente la più economica. E' sconsigliata perché inutile, l'applicazione di questa verniciatura sulle carte naturali a causa del loro assorbimento, in quanto vanificherebbero la loro funzione protettiva ed estetica.
E' importante sottolineare, che le verniciature UV, come le plastificazioni e le serigrafie UV, hanno un'alta coprenza sulla carta, quindi sono da sconsigliarsi se applicate integralmente su carte marcate tipo Acquerello o Tintoretto delle Cartiere Fedrigoni, in quanto coprirebbero interamente la trama della carta, pregiudicando così anche il valore del supporto stesso. Ciò non è vero per le serigrafie UV spot (vedi precedente articolo), in quanto vengono applicate solo su specifici contenuti che l'art director decide di esaltare.
In conclusione, il segreto di un buon lavoro sta nella creatività dell'art director e nella capacità di rompere gli schemi, ma anche nella conoscenza della re-azione dell'applicazione rispetto alla carta, la quale conoscenza, molte volte, è patrimonio della tipografia stessa che quotidianamente si confronta con le problematiche derivanti dalle lavorazioni.
Marco, 25 Nov. 2010

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