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Tecnologia. Un mondo di colori in CMYK, Pantone, RGB, esacromia...

Parlare dei colori è sempre un bell'argomento, soprattutto nel mondo della grafica. Ma gestire i colori in tipografia a volte non è semplice, soprattutto oggi in cui i colori nella comunicazione sono tutto, o quasi. Cercherò di trasferire la mia conoscenza di macchinista tipografo offset in diversi post, nella speranza di rendere l'argomento il più comprensibile possibile e dare quelle nozioni basilari e "chicche" per semplificare il lavoro di chi lavora nel settore, o semplicemente, per chi è appassionato dell'argomento in generale. Ovviamente, qualsiasi domanda e contributo è sempre bene accetta. Spesso nel mondo grafico e tipografico si parla di colori di quadricromia (anche conosciuta come CMYK), di colori RGB, di Pantone (nel gergo detti anche pantoni, al plurale), e, addirittura, di esacromia. Insomma, l’elenco potrebbe essere talmente vasto che è meglio fermarsi qui, almeno per ciò che riguarda l’incontro tra grafica tradizionale per prodotti in carta, grafica web e  stampa tipografica. Se facciamo un passo indietro a quando andavamo alle scuole elementari e medie, l’insegnate di artistica ci insegnava che la maggior parte dei colori che vediamo nella realtà erano riproducibili attraverso la miscelazione dei 4 colori primari, il ciano, il magenta il giallo e il nero. Così avviene anche in tipografia ed in altri ambienti simili dove si lavora con i colori. Ma ciò non è completamente vero. Infatti, ai colori appena detti - conosciuti anche con l’acronimo CMYK, o comunemente quadricromia -, manca qualcosa. Se torniamo ancora indietro nel tempo, ricorderemo che nella scatola degli acquerelli e delle tempere, non c’erano solo i 4 colori primari, ma anche altri colori come il Blu di Prussia, il Rosso, Verde Smeraldo ecc., insomma colori che non sono tutt’ora ottenibili con la miscelazione dei primari. Questo a causa di particelle contenute nel colore chiamate pigmenti, che danno una “personalità” tutta loro al colore. La “personalità” del Verde Smeraldo non sarà mai come il verde miscelato con il ciano e il giallo, come non lo sarà mai quella del Blu di Prussia che si cercherà di ottenere con il magenta, il ciano ed un pizzico di nero. Detto ciò, vista l’infinità di colori che ci circondano, in diversi hanno cercato di impostare degli standard di traduzione e classificazione dei colori. Chi ci è riuscito ed si è imposto sul mercato come leader assoluto, è stata l’azienda statunitense Pantone Inc. , che all’inizio degli anni ’50 mette a punto il suo Pantone Matching System (PMS). Quindi, il PMS permette di:


  • La traduzione dei colori dal sistema CMYK in colori pantoni, e viceversa;

  • La possibilità di riprodurre colori non ottenibili con la sola miscelazione dei quattro colori primari CMYK.


marco@rotostampa.com  

Marco, 3 Gen. 2011

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